Giro del Lussemburgo 2026, il fuggitivo Pepijn Reinderink vince una tappa spettacolare – 2° uno splendido Davide Piganzoli, che balza al comando della generale
La terza tappa del Giro del Lussemburgo 2026 la vince Pepijn Reinderink, ma è Davide Piganzoli il grande protagonista di giornata. Il corridore della Visma | Lease a Bike ha infatti allungato dal gruppo a circa 26 chilometri dalla conclusione, quando aveva più di due minuti di ritardo dai fuggitivi, e aiutato dai tre compagni di squadra andati all’attacco in precedenza ha recuperato terreno chilometro dopo chilometro e ripreso tutti gli attaccanti tranne il neerlandese della Soudal Quick-Step, che ha resistito per un solo secondo ed è andato a cogliere il primo successo in carriera sul traguardo di Diekirch.
Secondo posto, quindi, per il valtellinese, che si mette alle spalle la coppia della TotalEnergies formata da Thomas Gachignard e Mattéo Vercher, ma si consola con la conquista della maglia di leader della corsa. Piganzoli comanda ora la classifica generale proprio davanti a Gachignard e a Vercher, staccati rispettivamente di 6″ e di 9″. Da notare che gli altri big, tra cui Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), hanno chiuso in gruppo con un ritardo di più di sette minuti e sembrano ormai fuori dai giochi per la vittoria finale.
Il video dell’arrivo
Il racconto della corsa
Si parte subito ad altissima velocità, tanto che, anche a causa dei numerosi attacchi, il gruppo si divide in due tronconi, tra i quali il gap aumenta progressivamente fino a un minuto, ma dopo una trentina di chilometri dal via la situazione si ricompatta. Poco dopo, alcune accelerazioni portano alla formazione di un drappello di dieci attaccanti che riesce rapidamente a guadagnare un minuto di vantaggio: a comporlo sono Nils Politt (UAE Team Emirates XRG), Noah Ramsay (Alpecin-Premier Tech), Antoine L’Hote (Decathlon CMA CGM), Jardi Christiaan van der Lee (EF Education-EasyPost), Tao Geoghegan Hart (Lidl-Trek), Gil Gelders e Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step), Pietro Mattio (Visma | Lease a Bike), Leo Hayter (Modern Adventure Pro Cycling) e Pierre Thierry (TotalEnergies).
Questo gruppetto, dal quale perde poi contatto Van der Lee, vede il proprio margine lievitare fino a circa tre minuti, con il gap che scende a 2′ a 65 chilometri dalla conclusione, quando la Visma | Lease a Bike si porta in testa al plotone e opera un forcing importante che, nel giro di poco, permette di mangiare altri 30″ ai battistrada e di iniziare a fare una certa selezione. Poco dopo allunga Tijmen Graat (Visma | Lease a Bike), ai quali si accodano Gauthier Servranckx (Soudal Quick-Step) e Mattéo Vercher (TotalEnergies) e, in un secondo momento, anche Thomas Gachignard (TotalEnergies), Aurélien Paret-Peintre (Decathlon CMA CGM), Lukas Nerurkar (EF Education-EasyPost), Sam Oomen (Lidl-Trek) ed Eike Behrens (Team Lotto Kern-Haus Outlet Montabaur).
Su di loro fanno in tempo a rientrare anche Igor Arrieta (UAE Team Emirates XRG) e Timo Kielich (Visma | Lease a Bike), e questo drappello riesce rapidamente a guadagnare una trentina di secondi sul plotone, dove si procede a scatti e nessuna squadra sembra voler prendere in mano l’inseguimento. Mentre i dieci contrattaccanti si riavvicinano pian piano alla testa della corsa, fino ad andare a fondersi con i nove al comando a 44 chilometri dall’arrivo, il gruppo torna così a scivolare a oltre due minuti, non riuscendo a organizzare un inseguimento efficace nonostante Lidl-Trek e EF Education-EasyPost, la squadra del leader Marijn van den Berg, si portino infine davanti dopo altri tentativi di attacco che portano un quartetto a sganciarsi.
Invece di guadagnare, però, il plotone continua a perdere terreno, arrivando ad avere 2’40” di ritardo all’ingresso nel circuito finale. Sul primo passaggio dall’ultima delle tre asperità di questo anello, il Montée de Haemerich, Søren Kragh Andersen (Lidl-Trek) decide quindi di accelerare, seguito da Davide Piganzoli (Visma | Lease a Bike), ma il resto del gruppo va a chiudere subito e poi rallenta nuovamente, transitando per la prima volta al traguardo con 2’20” di ritardo. Ai -26 dalla conclusione è invece Piganzoli a provarci su un nuovo tratto di salita e assieme a lui si avvantaggia sempre Kragh Andersen, con i due che riescono a prendere un po’ di margine su quel che resta del plotone.
Anche tra gli attaccanti cominciano le prime le scaramucce, ma inizialmente nessuno riesce a fare concretamente la differenza, anche se alcuni dei battistrada perdono contatto. Tra questi c’è anche Mattio, che a meno di 21 chilometri dall’arrivo viene raggiunto proprio dal compagno di squadra Piganzoli, capace poco prima di staccare Kragh Andersen sul primo passaggio dal Montée de Seitert. Con l’aiuto del connazionale il valtellinese si avvicina a 1’20” dalla testa della corsa e riprende alcuni degli ex fuggitivi, staccandoli poi lungo la seconda ascesa dal Montée de Haemerich, in cima alla quale trova un altro compagno di squadra, Kielich, fermatosi per aspettarlo. Sulla stessa salita, intanto, Reinderink aveva accelerato e distanziato tutti quanti tra i fuggitivi.
Sul neerlandese riescono però a rientrare Arrieta e, in seguito, anche Gachignard, con il resto degli attaccanti a viaggiare a una quindicina di secondi e la coppia Piganzoli – Kielich a meno di un minuto, mentre il gruppo è ormai fuori dai giochi con più di quattro minuti di ritardo all’inizio dell’ultimo giro. La rimonta di Piganzoli prosegue lungo la prima ascesa del circuito finale, che vede l’azzurro riaccodarsi a Paret-Peintre, L’Hote, Nerurkar, Oomen, Vercher, Behrens e Graat, con quest’ultimo a mettersi ovviamente a disposizione del compagno di squadra appena rientrato. Questo gruppetto entra negli ultimi dieci chilometri con una ventina di secondi di ritardo dal terzetto di testa.
Piganzoli aumenta poi il ritmo lungo l’ultima scalata del Montée de Seitert, ma non riesce a staccare gli altri con l’eccezione di Graat, mentre davanti Reinderink riesce prima a liberarsi di Arrieta e poi anche di Gachignard, che resta però vicino al neerlandese. Quest’ultimo ha poi la forza per rilanciare sul terzo passaggio dal Montée de Haemerich, aumentando così il proprio margine sul francese e respingendo la rimonta di Piganzoli, che con a ruota il solo Vercher va a riprendere Gachignard poco prima dello scollinamento. In vetta, il vantaggio di Reinderink su questo terzetto è di soli 5″, ma il corridore della Soudal Quick-Step riesce a mantenere un minimo margine nei tre chilometri finali e a conquistare il successo di tappa, resistendo per un solo secondo alla lunga volata finale dello scatenato Piganzoli.
Risultato Tappa 3 Giro del Lussemburgo 2026
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